di Liu Xin (Global Times) | traduzione a cura di Giulio Chinappi
Il Primo Ministro Narendra Modi propone un approccio pragmatico per rafforzare i legami indo-cinesi, superando tensioni storiche con dialogo e sana competizione. Nel rinnovato clima diplomatico, India e Cina abbracciano opportunità di cooperazione e sviluppo condiviso, mirando alla stabilità globale.
FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2025/03/19/narendra-modi-chiede-di-rafforzare-i-legami-tra-india-e-cina-nonostante-le-divergenze/
Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha sottolineato la necessità di rafforzare i legami con la Cina nonostante le tensioni passate, promuovendo il dialogo anziché la discordia e la cooperazione al posto del conflitto durante un’intervista con lo scienziato del MIT e podcaster Lex Fridman, pubblicata domenica. Modi ha inoltre evidenziato che India e Cina dovrebbero impegnarsi in una competizione sana e naturale invece che in una confrontazione.
Gli esperti interpretano le dichiarazioni di Modi come un approccio pragmatico alle relazioni tra Cina e India, riconoscendo che cooperazione e competizione possono coesistere.
Durante la conversazione, Modi ha evidenziato i profondi legami storici e culturali tra Cina e India, sottolineando il contributo comune che entrambi hanno dato alla civiltà globale. «La relazione tra India e Cina non è qualcosa di nuovo. Entrambi i paesi vantano culture e civiltà antiche. Anche nel mondo moderno giocano un ruolo significativo. Se si esaminano i documenti storici, per secoli India e Cina hanno imparato l’una dall’altra. Insieme, hanno sempre contribuito, in qualche modo, al bene globale», ha dichiarato Modi, secondo quanto riportato da NDTV.
Sottolineando che due paesi confinanti inevitabilmente avranno occasionali divergenze, il Primo Ministro Modi ha affermato che le differenze tra di loro sono naturali. Ha tracciato un parallelo con la dinamica familiare, osservando che anche all’interno di una famiglia non tutto è perfetto. «Ma il nostro obiettivo è assicurarci che queste differenze non si trasformino in controversie. È su questo che lavoriamo attivamente», ha precisato il Primo Ministro, secondo quanto riportato da The Hindustan Times.
Le osservazioni di Modi sottolineano l’attuale approccio pragmatico del governo indiano nel promuovere le relazioni con la Cina, basato sullo slancio positivo generato dal vertice dei leader a Kazan’. Le sue dichiarazioni sono in linea con la tendenza più ampia dei legami bilaterali a tornare su un percorso di sviluppo stabile e sano, ha dichiarato Qian Feng, direttore del dipartimento di ricerca dell’Istituto Nazionale di Strategia della Tsinghua University, al Global Times.
Qian ha osservato che, a partire dall’incontro a Kazan’, le relazioni tra Cina e India hanno compiuto notevoli progressi, con entrambe le parti che hanno attuato un importante consenso, rafforzato gli scambi a tutti i livelli e consolidato la cooperazione pratica, portando a una serie di risultati positivi.
Ad esempio, a dicembre 2024, Cina e India hanno tenuto a Nuova Delhi il 32° incontro del Meccanismo di Lavoro per la Consultazione e il Coordinamento sugli Affari di Confine tra Cina e India (WMCC). Durante l’incontro, le due parti hanno concordato di mantenere i contatti attraverso canali diplomatici e militari e di salvaguardare una pace e una stabilità sostenibili nelle aree di confine, secondo un comunicato del Ministero degli Affari Esteri cinese.
Modi ha inoltre menzionato le controversie di confine durante il colloquio con Fridman, affermando: «Stiamo lavorando per ripristinare le condizioni come erano prima del 2020. Piano piano, ma in modo sicuro, torneranno fiducia, entusiasmo ed energia. Ma, ovviamente, ci vorrà del tempo, dato che c’è stato un divario di cinque anni».
Qian ha affermato che, dopo anni di stallo, la questione del confine tra Cina e India è tornata a uno stato stabile e gestibile. Guardando al futuro, ha aggiunto, entrambe le parti potrebbero entrare nella fase successiva dei negoziati, sebbene il processo possa essere lungo.
La priorità principale è garantire l’effettiva attuazione degli accordi esistenti in piena conformità. Allo stesso tempo, entrambe le parti devono individuare modalità per far progredire costantemente il processo di risoluzione oltre l’attuale fase, ha sottolineato Qian.
Ha inoltre osservato che risolvere la questione del confine tra Cina e India richiede sforzi congiunti sostenuti e l’adozione di meccanismi diplomatici multilivello per raggiungere una soluzione equa e ragionevole.
Durante la conversazione, Modi ha anche evidenziato l’importanza di gestire la competizione in maniera responsabile. Ha descritto la cooperazione tra India e Cina come essenziale per la stabilità e la prosperità globale. «E, poiché il 21° secolo è il secolo dell’Asia, vogliamo che India e Cina competano in modo sano. La competizione non è una cosa negativa, ma non dovrebbe mai trasformarsi in conflitto», ha dichiarato Modi, secondo quanto riportato dall’Hindustan Times.
«Una competizione sana e naturale è una parte normale delle relazioni internazionali. Ogni paese naviga tra cooperazione e competizione, e Cina e India, in quanto grandi potenze confinanti, non fanno eccezione. La chiave è assicurarsi che le differenze non degenerino in confronto», ha commentato Qian.
Allo stesso tempo, Cina e India si trovano in fasi di sviluppo differenti, e la competizione nei settori emergenti è inevitabile. Tuttavia, purché questa competizione rimanga equa, costruttiva e regolamentata, essa può fungere da catalizzatore per rafforzare la crescita e lo sviluppo di entrambi i paesi. La competizione non è una sfida da evitare, ma un’opportunità da cogliere, ha affermato Qian.
Nel frattempo, il Capo dell’Esercito indiano, il Generale Upendra Dwivedi, ha sottolineato domenica le sfide poste dall’ascesa della Cina come “forza economica e strategica dominante”, sostenendo che essa “ostacola la capacità dell’India di posizionarsi come il leader naturale del Sud Globale”, secondo quanto riportato da The Times of India.
Le dichiarazioni di Dwivedi riflettono il deficit di fiducia nelle relazioni tra Cina e India, nonostante il recente slancio positivo. Evidenziano anche le contraddizioni nella politica dell’India nei confronti della Cina: mentre l’India cerca di espandere la cooperazione economica con la Cina, essa rimane strategicamente ambivalente, bilanciando con attenzione l’impegno con la cautela geopolitica. Qian ha così auspicato sforzi congiunti per continuare a migliorare i legami.
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